La Bracciano Ambiente S.p.a. e l'ENEA hanno recentemente avviato una collaborazione per mettere a punto un sistema innovativo per ottenere biogas, da utilizzare per la produzione di energia elettrica, mediante il trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani (FORSU), ottenuta dalla raccolta differenziata, insieme a biomasse vegetali provenienti da colture energetiche dedicate.
Il processo, attualemente oggetto di specifiche attività di ricerca e sviluppo tecnologico, consiste nel creare una miscela tra la parte organica dei rifiuti e piante di Topinambur (Heliantus tuberosus L.), da utilizzare per l'alimentazione di un impianto dove avviene la fermentazione in assenza di ossigeno (digestione anaerobica). All'interno dell'impianto si produce una miscela di gas ricca di metano (biogas) che, una volta purificata, può essere utilizzata come combustibile per l'alimentazione di gruppi elettrogeni e la conseguente produzione di energia elettrica rinnovabile nel pieno rispetto dell'ambiente. Parallelamente allo sviluppo del processo in questione verrà sperimentato, a livello di laboratorio, l'impiego di un particolare consorzio batterico di cui l'ENEA dispone, con l'obiettivo di ottenere, mediante un processo fermentativo a "doppio stadio" una miscela di biogas arricchito di idrogeno e metano con un contenuto energetico maggiore rispetto a quello ricavato da processi più convenzionali e utilizzabile in prospettiva non solo per la produzione diretta di energia, ma anche, a valle di idonei trattamenti di purificazione e "upgrading", per la produzione di biocarburanti (bioidrogeno, biometano, etanolo). L'aggiunta delle piante di Topinambur - una specie oggetto in passato di studi approfonditi da parte dell'ENEA come possibile fonte di zuccheri per la produzione di etanolo e/o dolcificanti a base di fruttosio, è motivata dalla notevole quantità di zuccheri (fino al 30-40% in peso sulla sostanza secca totale) accumulati nei fusti durante il loro sviluppo, zuccheri che costituiscono un substrato ideali per processi fermentativi convenzionali e innovativi come la produzione di etanolo, biogas e, in prospettiva, bioidrogeno.